Bergamo è viva.
E’ la Bergamo che vive d’estate al campetto al Pilo o al San Pietro a Treviglio.E’ la stessa Bergamo che incontri allo Shake o al Charleston. Perché, finita una partita, siamo tutti una grande famiglia.
E’ la Bergamo con le sue squadre ambiziose nei campionati nazionali, ma che vive tanto nelle Minors.Dove siamo tutti scarsi, ma dove ci piace sentirci forti. E bere una birretta in più. Anche due.
E’ la Bergamo delle Minors odiata dai milanesi perché picchia, ed è la Bergamo che odia le bresciane perché picchiano. Divertente.
E’ la Bergamo che spesso parla di basket senza sapere, e scrive di basket senza guardare.
E’ la Bergamo del Basket che aspetta le sue finali nazionali da ospitare. Ma forse per averle non bisogna aspettare, bisogna volerle. Tutti insieme.
E’ la Bergamo di chi ha investito e continuerà a investire, incondizionatamente. Non si parla di soldi, si parla di idee, di progetti, di persone. Ed è anche la Bergamo di chi ha fallito e fallirà per aver investito di più di quel che aveva: cadere sognando di volare non è un difetto.
E’ il basket che a Bergamo ogni tanto diventa fin troppo politico, e poco giocato.
E’ la Bergamo di Allenatori con la A maiuscola che non sono più qui : Longano (un po’ più a sud), Schiavi (un po’ più a nord), Martini (un po’ più in cielo ) e tanti altri.
Ma è anche la Bergamo con i suoi giovani e vecchi grandi Allenatori, che sono ancora qui, e quel tesoro gigantesco da far crescere in questa città che si chiama passione.
E’ la Bergamo con le sue centinaia di squadre giovanili in città e provincia, e ogni tanto ce lo dimentichiamo.
E’ la Bergamo che ha tolto tanti ragazzi dalla strada. E forse ci dimentichiamo anche questo.
E’ la Bergamo del Torneo Paolo Belli: Paolo Belli non c’è più. Mario Foresti non c’è più. Ma la lotta continua. E questo non l’abbiamo mai dimenticato, per fortuna.
E’ la Bergamo degli arbitri, spesso fischiati, poco ringraziati.
E’ la Bergamo del Minibasket, che cresce, insieme ai ragazzi.
E’ la Bergamo delle rivalità a pochi metri di distanza. E le collaborazioni a chilometri di lontananza. Simpatico paradosso….o assurda realtà. Confine labile.
E’ la Bergamo delle piccole, minuscole società, e dei suoi pochi volontari. Io li chiamo semplicemente eroi.
E’ la Bergamo così disunita, incoerente, testarda,ottusa, a tratti un po’ ignorante, spesso egocentrica.
E’ la Bergamo con l’immenso cuore di Simone. Che,due mesi fa, ci ha fatto soffrire, ci ha fatto pensare, ci ha fatto angosciare, ci ha fatto sospirare e infine gioire. Fino a farci sentire un'unica, bellissima città.
Lui è vivo, Bergamo è viva.
GIUSEPPANDRO PESTINALDI

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