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domenica 28 agosto 2011

RAFFA: QUANTO CI HAI DATO,QUANTO CI MANCHERAI...


Difficile trovare le parole giuste in questi momenti...
Una cosa è certa, questa notte ci ha lasciato una grandissimo uomo, un grandioso uomo di pallacanestro.
Una passione che dalla piccola Torre Boldone lo ha portato a farsi conoscere ed amare in tutta Italia.
Raffa era una persona speciale per tutti noi che amiamo questo sport: carattere a volte difficile, ma nonostante tutto sapeva farsi amare da chiunque trascorreva del tempo con lui, compagni ed avversari.
Dal dirigente cinquantenne al bambino che si presenta al primo giorno del corso Minibasket..
Alle induscusse qualità tecniche da allenatore, sapeva conciliare al meglio la sua voglia di star in palestra instaurando rapporti veri e sani.
Nonostante i numerosi cazziatoni e le polemiche che amava fare, il Raffa era un allenatore anche nella vita. Forse solo in pochi lo capiscono, ma lui instaurava rapporti esattamente come si lavora in palestra con un ragazzo. Qualsiasi sua frase non era mai banale, ma puntava a trasmettere qualcosa, un messaggio certamente più forte rispetto al spiegarlo a parole..
L'ottimo Raffa aveva spesso la battuta pronta,qualsiasi ragazzino che si presentava in palestra con un paio di scarpe nuove, una maglietta o dei pantaloncini alquanto origianali si doveva aspettare la sua classica frase: "Belli... Ma per caso sai se c'erano anche da uomo?"
Schivo e riservato nei momenti difficili, non ha mai smesso di informarsi e aggiornarsi su qualsiasi tipo di news di questo fantastico sport.
Vivendoci a stretto contatto aveva riconosciuto in me la sua stessa passione, la sua stessa voglia di costruire qualcosa di importante giorno dopo giorno...
Nella mia reazione a questa scomparsa ci sarà tutto ciò. E dovrà esser così per ognuno di noi che ha condiviso con lui momenti belli e non..
In palestra sarò mosso da qualcosa in più, il sito (la nostra creazione) continuerà ad essere aggiornato quotidianamente, consapevole che da oggi nell'ambiente cestistico il nomignolo che porto sarà ancor più pesante da portare.
Un grazie infinito a te, che ora ti aggiornerai dall'alto, dai risultati della notte NBA ai risultati del weekend degli Aquilotti bergamaschi...
Ti voglio un bene dell'anima e non dimenticherò mai quello che mi hai dato in questi anni...
Mancherai ad ogni persona che ha avuto l'onore di conoscerti e a tutto il movimento cestistico!!
Errebi

giovedì 30 luglio 2009

PUTIFERIO PAO:PUNTO DI VISTA DELL'ALAIP


PUTIFERIO NEL MONDO DEGLI ALLENATORI PER LE ULTIME DELIBERE SUL PAO , PROGRAMMA AGGIORNAMENTO TECNICO OBBLIGATORIO ... PUBBLICHIAMO DUE INTERVENTI , CON PROVENIENZA GEOGRAFICA DIFFERENTE...DA ROMA A VERONA.QUESTA LA LETTERA APPARSA SUL SITO DEGLI ALLENATORI DEL LAZIO

Avevamo preparato un Editoriale dove raccontavamo la lunga stagione che ci aveva visti coinvolti spesso e volentieri come protagonisti e dove si era cercato, riuscendoci, il coinvolgimento di gran parte del movimento tecnico dilettantistico del nostro paese. Ma come spesso accade nella nostra pallacanestro le strane novità, le assurde delibere sono sempre dietro l’angolo ed ecco arrivare a fine luglio le decisioni prese dal CNA Nazionale riguardanti il P.A.O.

Riassumiamo brevemente per chi non avesse letto la delibera. E’ stata introdotta una sanatoria per coloro che non hanno completato il Programma di Aggiornamento Obbligatorio che si compone di varie parti e si adatta a molte situazioni:

chi ha iniziato il PAO nel 2008 avrà ancora un anno di tempo;
chi ha raggiunto almeno 6 crediti su 10 può pagare una sanzione amministrativa pari a 50 euro a credito;
chi ne ha raggiunti 7 su 12 paga 30 euro l’uno;
partecipando al Clinic nazionale CNA a pagamento il 12 e 13 settembre si otterranno 6 crediti al sia per i relatori che per i partecipanti: costo 50 euro;

I Comitati regionali (che ne facciano richiesta) potranno organizzare un ulteriore clinic di aggiornamento tra il 14 ed il 20 settembre, sempre al costo di 50 euro.

Nel leggere la comunicazione ufficiale del CNA non si può che rimanere stupefatti e disorientati per quanto contenuto nella disposizione.

Non ci interessa sapere CHI ha partorito una delibera che fa perdere completamente di credibilità la categoria degli allenatori italiani, ma sapere il PERCHE’ si sia arrivato a questa decisione.

Crediamo che sia una cosa dovuta a tutti quei tecnici che nei 18 mesi di aggiornamento hanno partecipato, anche con spirito di sacrificio, alle riunioni indette dai vari CNA regionali per conseguire i crediti richiesti. La delibera non fa chiarezza sul perché si sia presa questa decisione dal sapore “politico” e non tecnico. Quanti sono i tecnici che in possesso di tessere gare non sono riusciti ad ottenere i crediti previsti? A quale categoria appartengono dilettanti o professionisti? Quante riunioni e quanti crediti ogni singola regione (CNA REGIONALI) ha messo a disposizione dei propri tesserati? Queste sono le prime tre domande che vi rivolgiamo e alle quali vi preghiamo di rispondere per fare chiarezza perché chiarezza il movimento chiede.

Questa delibera e quanto in essa contenuto è una SCONFITTA CULTURALE DEI TECNICI ITALIANI che ci fa tornare indietro ancora una volta E’ UNA SCONFITTA DEL MOVIMENTO non del PROGETTO. E’ possibile che, nel formulare la disposizione, non vi siete accorti che l’aggiornamento tecnico è un fattore di qualificazione che chiama tutti i tecnici ad investire sul proprio bagaglio tecnico e che, quindi, non può anzi non deve essere ottenuto PAGANDO I CREDITI. Possibile che non avete intuito che così facendo avete sminuito il VALORE dell’AGGIORNAMENTO e la sua essenza. Chi non ha voglia di aggiornarsi da oggi sa che basterà pagare per riottenere la tessera gare. Non nascondiamoci dietro lo “SPERIMENTALE” e non prendiamolo a pretesto per ridefinire delle chiari linee programmatiche tecniche. Ricordiamo che il sistema dei crediti per ottenere il rinnovo della tessera gare era stato voluto da Recalcati partendo dalla constatazione che il basket italiano era largamente deficitario a livello internazionale in termini di qualità tecniche ed atletiche dei nostri giocatori.

Nel primo biennio il tema da trattare nel PAO era la costruzione del giocatore; tutte stupidaggini??

O semplicemente la new entry nel CNA ha motivi di disaccordo con la precedente gestione e cerca in ogni modo di distinguersi da essa.?

Attendiamo dal presidente del CNA Piccin, da Meneguzzo e da Zappi in qualità di Consiglieri Federali in rappresentanza degli allenatori dilettanti e professionisti, oltre che membri del Consiglio Direttivo del CNA, qualche parola di chiarimento sull’accaduto; Zappi è anche Presidente dell’USAP.

Ricordiamo di sfuggita che nel Consiglio direttivo del CNA manca un membro, in quanto Meneguzzo che era consigliere di nomina Federale è diventato membro di diritto essendo subentrato a Boero.

Aspettiamo anche dal Consiglio Federale che nomina il Presidente del CNA ed i tre consiglieri (su proposta del Presidente) qualche richiamo a comportamenti più coerenti.

Staff Alaip

PAO:E' una VERGOGNA questa ultima delibera "colpo di spugna e mano al portafoglio.."

PUTIFERIO NEL MONDO DEGLI ALLENATORI PER LE ULTIME DELIBERE SUL PAO , PROGRAMMA AGGIORNAMENTO TECNICO OBBLIGATORIO ... PUBBLICHIAMO DUE INTERVENTI , CON PROVENIENZA GEOGRAFICA DIFFERENTE...DA ROMA A VERONA.QUESTA LA LETTERA DI RICKY CALZA , RESPONSABILE DEL CNA DI VERONA

E' una VERGOGNA questa ultima delibera "colpo di spugna e mano al portafoglio.."


Come "scivolare lentamente" da posizioni che erano state prese per migliorare la categoria degli Allenatori (e farci sentire GRUPPO una volta ogni tanto..) a posizioni che gridano allo "scandalo e vergogna" : "esisterebbe" una delibera del CNA (pubblicata sul sito www.fip.it/cna il 12/03/09 ma attiva da giugno 2008 circa e MAI SMENTITA FIN'ORA..) che vi allego che dice chiaramente che per aver diritto all'attribuzione di crediti le riunioni DEVONO ESSERE GRATUITE !!

Si è iniziato col Clinic Internazionale di Salò (60€) per poi proseguire con la riunione tecnica alla Convention USAP (... lascio la parola a chi c'è andato..) e poi all'ITALIANA... visto che NESSUNO (..o pochi ) hanno PROTESTATO.. dall'ECCEZIONE è arrivata la REGOLA: BATTERE CASSA nei portafogli degli ALLENATORI, tanto ACCETTANO TUTTO senza protestare !!!

L'USAP dice niente?? O è faina del suo sacco??

I Presidenti Regionali CNA? Almeno quelli "dovrebbero" prendere le parti degli Allenatori dilettanti...

Tutti d'accordo??

...In pratica sono stanco di essere preso per i fondelli !!!

Stanco ma non dòmo...

Vi allego articolo e vi saluto cordialmente,

Alla prossima,

Vostro Ricky Calza

sabato 27 giugno 2009

LETTERA DEL PRESIDENTE BLUOROBICA ANDREINI A MENEGHIN


Egr. Presidente Dino Meneghin

Volevo esprimere la mia completa solidarietà e gratitudine, come rappresentante di una Società (Bluorobica Bergamo) che fornisce sempre con regolarità ed entusiasmo atleti alle rappresentative nazionali, alla sua presa di posizione in merito all'assurda protesta delle Società Professioniste che non consentiranno ai loro atleti di rispondere alle convocazioni nelle rappresentative nazionali.

Per la prima volta il nostro massimo esponente ha tuonato con coraggio contro chi dispone a piacimento dei regolamenti e delle disposizioni.

Adesso però sarà importante andare fino in fondo. Come? Sanzionando le Società che rifiutano le convocazioni o mandano certificati medici che scadono giusto qualche giorno prima delle manifestazioni importanti. Togliendo alle Società di serie A1 il "sacro" diritto di partecipare ai campionati d'eccellenza senza competere sul campo, magari evitando che gli allenatori spocchiosi che siedono come sesti assistenti sulle panchine prestigiose vadano poi dritti sulle panchine delle rappresentative nazionali a fare reclutamento e magari prendendoli a calci in culo quando forniscono i numeri di celluare dei nostri ragazzi ai procuratori sussurrandogli che a Bergamo non si può diventare giocatori di pallacanestro. O magari svincolando d'autorità gli atleti a cui viene negato un diritto/dovere di giocare al servizio della propria nazionale, in modo da renderli liberi di partecipare all'attività della nazionale.

E' un'occasione d'oro per mostrare rispetto alle Società minori, che poi magari tanto minori non sono, visto che realtà come per esempio la nostra o Desio in tre anni hanno fatto sedici finali nazionali...).

La prego Presidente di essere d'ora in avanti coerente con le sue azioni e di perdonare (in nome dei ragazzi) quando la ridicola protesta sarà rientrata, ma di non dimenticare (per rispetto verso noi peones) chi l'ha messa in atto.

Abbiamo bisogno di una iniezione di fiducia per continuare la nostra attività essendo un po' stanchi di giocare contro professionisti di 14 anni, magari maltesi, baciati da regolamenti strambi e/o di gente che ci vuole far accettare che dei cristoni più alti di lei, tutti neri e che non parlano una parola nella nostra lingua, siano italiani.

Con immensa fiducia e stima.

Paolo Andreini
Presidente di Comark Bluorobica Bergamo

mercoledì 11 marzo 2009

LETTERA DEL PRESIDENTE RAGNOLINI


Riceviamo dal Presidente della FIP Lombardia Sig. Ragnolini:


Sgomento e delusione.


Sono le uniche due parole con cui riesco a commentare un fatto come quello dello scorso venerdì: un giovane arbitro di appena 17 anni, veniva aggredito al termine di una gara Under 15 maschile tra due squadre milanesi.

Due pugni in pieno volto, sferrati da un tifoso - probabilmente genitore di qualche atleta - poi dileguatosi, per il giovane direttore invece prognosi di 15 giorni.Sgomento perché stiamo parlando di un arbitro di appena 17 anni e delusione perché, in ambito sportivo, non si vorrebbe mai assistere ad episodi di violenza.In Lombardia in questi ultimi anni, abbiamo investito molto, sia economicamente che umanamente, per incentivare il reclutamento arbitrale ma comportamenti come quello di venerdì, per di più ai danni di un minore, rendono vano ogni nostro sforzo.Urge una riflessione da parte di tutte le componenti del mondo del basket, dirigenti, allenatori e, ovviamente anche genitori: è possibile che, di fronte ad un risultato avverso, ci si trasformi a tal punto da perdere il controllo e aggredire un ragazzo che aveva l’unico torto di amministrare una partita?

Ma soprattutto, è possibile imputare sempre agli arbitri responsabilità e colpe?Lo sport – soprattutto di squadra - è prima di tutto educazione e rispetto. Che genere di educazione diamo ai nostri ragazzi se gridiamo o alziamo le mani contro una persona che è sul campo per far rispettare un regolamento?Educare al rispetto: perché è anche dallo sport che deve partire il percorso educativo che deve accompagnare la crescita dei nostri ragazzi per farli diventare persone migliori, percorso che è ben più importante del mero insegnamento dei fondamentali di gioco.Ci giochiamo la partita più importante: quella di educare i nostri figli migliorando il movimento.

Vincere o perdere spetta a noi, genitori, allenatori, dirigenti, ed il nostro risultato sarà ben più importante di quello di una gara vinta o persa in un tardo venerdì pomeriggio.


Milano, 10 marzo ’09

Il Presidente(Enrico Ragnolini)

sabato 31 gennaio 2009

archivio 25/09/2008 LETTERE ALLA REDAZIONE,PAOLO ANDREINI

LETTERE ALLA REDAZIONE:
La primissima di Andreini Paolo,
Presidente Bluorobica
25/09/2008
Buongiorno,
innanzitutto complimenti per l’iniziativa di questo blog che sicuramente migliorerà la conoscenza del nostro mondo e che contribuirà a mantenere vivo l’interesse verso uno sport che sempre più spesso, purtroppo, si pone alla ribalta nazionale come esempio negativo.

Avrei piacere di rendere pubbliche le mie considerazioni sulla situazione attuale per comprendere a fondo se i sentimenti di scoramento che pervadono il nostro sistema siano condivisi e per provare ad immaginare come risollevarci da una situazione che minaccia l’esistenza del nostro sport.

Le vicende di questi giorni (dimissioni della maggioranza dei consiglieri nazionali) non sono che il culmine di una politica federale insensata e clientelare che ha fatto precipitare l’immagine della pallacanestro a livelli veramente infimi con conseguenze che si faranno sentire a lungo.

La nostra provincia, nell’ultimo quinquennio ha avuto la forza di reinventarsi come fucina di attività giovanile macinando risultati e consensi sia in campo maschile che femminile; le maggiori società (Intertrasport e Scame) si sono fatte promotrici di importanti progetti sui giovani andando in coraggiosa controtendenza rispetto al resto della nazione; la società da me presieduta (Bluorobica) è di fatto diventata la locomotiva del movimento giovanile orobico a cui si sono poi ispirati numerosi progetti di aggregazione su scala provinciale e regionale e la sana e corretta competitività che si è innescata sul territorio ha di fatto convogliato le società verso un livello qualitativo maggiore.

Ii contro ci ritroviamo ostaggi di una politica di gestione federale dettata da pochi club professionistici che impongono regole paradossali, che governano a prescindere dal consenso forti di un supporto mediatico impareggiabile e che influenzano in modo inaccettabile lo svolgimento della normale attività sportiva.

E’ un microcosmo senza regole, o meglio con regole che si possono cambiare in corso d’opera, nel quale le società professionistiche hanno tutti i diritti ma nel quale i costi vengono sopportati dalla larghissima base di cui il nostro sport dispone.

Spesso si assiste a situazioni paradossali senza che nessuno abbia il coraggio di dire nulla ( un esempio fra tanti: la società che vince tutti gli scudetti giovanili, non ha nessun italiano vero nel suo roster professionistico; oppure: la società più blasonata della Lombardia svolge delle leve per reclutare le proprie squadre giovanili invitando gli atleti dodicenni svincolati; così di vanifica il lavoro delle piccole società che si vedono scippare i migliori talenti attratti dal blasone dei professionisti) e con piglio tipicamente Lombardo per risolvere i problemi si opta per l’aumento del proprio impegno così da sopperire le carenze degli altri.

Purtroppo questa è la situazione attuale. Società che falsificano i documenti, che accumulano debiti salvo poi appellarsi alle istituzioni quando la patata scotta, società che cambiano le regole a proprio uso e consumo facendo diventare italiani gli stranieri (ma solo quelli alti e grossi..), organi federali che per proteggere la casta dei tecnici d’alto bordo si inventano dei limiti invalicabili ai giovani allenatori emergenti, o che cambiano le annate dell’attività giovanile per permettere agli amici degli amici di vincere qualche scudetto giovanile in più.

Forse è venuto il momento di provare a reagire e la strada da seguire è quella già intrapresa; bisogna proporre serietà contro chi millanta paradisi sportivi, bisogna privilegiare l’etica del comportamento contro l’etica del risultato ad ogni costo e soprattutto bisogna isolare chi abusa del nostro sport. Che certe società si facciano una loro Lega e stabiliscano i requisiti di partecipazioni, che continuino a creare futuri disadattati spingendo i giovani talenti lontano dalla scuola e dal mondo reale; che continuino a usare le Nazionali come supermercati dove attrarre i giovani con mille promesse e rendendole dei pulpiti dai quali screditare il lavoro amorevole delle piccole società.

Sono orgoglioso di far parte del Comitato Provinciale della Federazione ma mi vergogno del fatto che questo comitato, gestito con criteri sani e sportivi, oltre che economicamente ineccepibili, debba riferire e debba dipendere da un Consiglio Federale che non ci rappresenta.

Continueremo a fare attività, forse con meno entusiasmo ma non con meno determinazione e spero che con noi lo faccia tutto il movimento provinciale e cercheremo di essere una voce che si faccia sentire quando sarà il momento di scegliere chi ci dovrà rappresentare e governare per il futuro.

Paolo Andreini

Presidente di As.Dil.Bluorobica