mercoledì 11 marzo 2009

PREVIEW DEL CLINIC DI FIORETTI


Abbiamo chiesto a Mario Fioretti la possibilità di avere in anteprima gli appunti della sua lezione tecnica di Lunedi 16 Marzo alla Pesenti,pensando che potesse essere utile a tutti i lettori che intendessero partecipare all'evento.



INSEGNARE I FONDAMENTALI ALL’INTERNO DI UN ALLENAMENTO DI SQUADRA

Il nostro attacco si deve basare su solidi fondamentali e concentrazione che portino, tramite la lettura, o meglio le fasi di riconoscimento e di anticipazione, ad utilizzare tutto ciò che la difesa ci concede. Consci quindi della imprescindibilità del lavoro mentale intrinseco nel gioco verrà ideata una struttura dell’allenamento che permetta continuamente ai ragazzi di sviluppare le proprie capacità di riconoscimento e di anticipazione. Tutto si riferisce a questo e nessun fondamentale avrebbe senso se non accompagnato dalla appropriata velocità mentale per eseguirlo.

COSA
Per fondamentali individuali intendiamo le fasi di tiro, palleggio, passaggio e ricezioni – finte – partenze (IMPRESCINDIBILITA’ DELL’EQUILIBRIO E DELLA POSIZIONE FONDAMENTALE, ESERCIZIO MANI SU). Non parlerò direttamente di movimento senza palla e fondamentali individuali di difesa.

PERCHE’
Ritengo sia importante capire come si vogliano insegnare i fondamentali all’interno di un allenamento di squadra anche se l’età è così giovane. In ogni seduta tratteremo tiro, palleggio, passaggio e ricezioni – finte – partenze. La prima domanda da porsi riguarda il momento in cui inserire all’interno dell’allenamento questa parte e di conseguenza che tipo di rilevanza fisica e mentale si vorrebbe avesse.

QUANDO E COME
Non iniziamo mai l’allenamento con il pallone (eccezione dei lavori individuali con capo allenatore e assistenti prima dell’inizio ufficiale) ma iniziamo lavorando con CORDA oppure con lavori di CORDA E CUSCINI o, con LAVORI PER VELOCITA’-REATTIVITA’ o, con il PREPARATORE ATLETICO. Queste parti comprese lo stretching variano da una durata minima di 12 minuti ad una massima di 20 minuti. A questo punto inseriamo la parte dei fondamentali, da un lato siamo convinti che la mente sia fresca per ricevere informazioni spesso particolareggiate riguardo a piccoli gesti, dall’altra vogliamo che si sia caldi per eseguire i movimenti richiesti a ritmo di partita sempre creando buone abitudini. Alterniamo i singoli argomenti trattati (tiro, palleggio, passaggio e ricezioni – finte – partenze) con sessioni di tiri liberi. Non sottoscriviamo assolutamente l’idea di utilizzare l’insegnamento dei fondamentali in momento di recupero o comunque nella parte finale dell’allenamento. Non siamo neanche spaventati nel sostenere la ripetitività di determinati “esercizi” (CORE DRILLS) per rendere l’allenamento utile ai fini di migliorare le capacità: tecniche, di concentrazione, di aggressività e condizionanti (RELATIVITA’ DEL CONCETTO DIVERTIMENTO ANCHE A QUESTA ETA’ e interesse nella varietà degli argomenti più che nella varietà degli esercizi). NON SONO ESERCIZI.



STRUTTURA I PARTE

Abbiamo 3 MODI STANDARD PER INIZIARE L’ALLENAMENTO e quindi la TRATTAZIONE DEI FONDAMENTALI.

Con un lavoro di FONDAMENTALE DI TIRO (anche per MANO DEBOLE) a coppie o al muro (importanza del gesto senza focalizzarsi sul risultato) per una durata massima di 4 minuti, che convertiamo sempre con lavori di RICEZIONE E TIRO o PALLEGGIO ARRESTO E TIRO dall’autopassaggio (ricezioni, finte e partenze). Tutta questa parte può durare al massimo 10 minuti.

Con un LAVORO A STAZIONI (SIAMO SEMPRE IN 3 IN PALESTRA) solitamente: fondamentale di tiro a canestro, lavoro con 2 palloni, lavori per la mano debole – ricezioni, finte, partenze e conclusioni in penetrazione di vario tipo – accenni di movimenti in post basso con finalità utilizzo del piede perno. Questa parte dura solitamente 12 minuti (3 sessioni da 4) e convertiamo sempre con lavori di RICEZIONE E TIRO o PALLEGGIO ARRESTO E TIRO dall’autopassaggio.

Solo nella II parte dell’anno con un LAVORO DIFFERENZIATO (già presente nei lavori individuali precedenti o successivi all’allenamento e comunque negli ALLENAMENTI INDIVIDUALI)

N.B. Solo nel caso in cui il lavoro iniziale sia più lungo e sostanzioso e richieda anche una parte successiva allo stretching (CON PREPARATORE) NON LAVORIAMO PER FONDAMENTALE DI TIRO ma iniziamo direttamente con dei LAVORI DI RICEZIONI, FINTE PARTENZE da autopassaggio che possiamo concludere sia con penetrazioni che con arresti.

Finita questa parte possiamo passare alla trattazione di passaggio o palleggio (non sempre lo stesso ordine) oppure possiamo continuare l’evoluzione dell’1c0 con palla con il nostro esercizio base di tiro 4 file (TAGLIO A V). INIZIAMO A CREARE COMPETIZIONE, a parte la prima parte dell’anno a tempo si lavora a gare.
Sempre durante i lavori individuali, problema di concomitanza con 1c1 difensivo nei lavori di squadra, importanza comunque di creare situazioni con difensore: 2 FILE PER 1c1 (diverse varianti).

STRUTTURA II PARTE

Trattiamo o il PASSAGGIO o IL PALLEGGIO. Almeno 2 volte alla settimana mettiamo una pausa di liberi nella parte che precede il palleggio di modo che i ragazzi possano indossare degli OCCHIALINI IN PLASTICA. L’esercizio base che utilizziamo per insegnare la tecnica dei cambi fondamentali SU E GIU’ DA FONDO in cui trattiamo: FRONTALE, IN MEZZO, RETRO, ARRETRAMENTO, DENTRO FUORI E MANO DEBOLE (analisi tecnica). Di solito l’esercizio non dura mai più di 4 minuti. Prima di questo lavoro possiamo alternare BALL HANDLING DA FERMO. Dopo questi lavori o in via esclusiva vengono effettuati degli esercizi LAVORO BIRILLI in cui inseriamo il palleggio in una situazione più reale ed accompagnata da conclusioni al tiro, sia in penetrazione (ANCHE CUSCINI O OCCHIALI) che in arresto e tiro (INIZIAMO A CREARE COMPETIZIONE, prima parte dell’anno a tempo poi a gara). Possiamo alternare a questo lavoro l’esercizio FINE. Dopo una primo periodo di apprendimento viene inserito 1c2 PITINO (possibilità anche di arrivare a regolare 1c1 PITINO). Vengono proposti, in una fase ancora successiva, degli esercizi di 1c2 CON PENALITA’ E LIMITE DI TEMPO. E’ chiaro che nel processo di costruzione verrà insegnato l’utilizzo del palleggio anche durante le fasi di gioco: vorremo che si palleggi, oltre che per avanzare la palla da un lato del campo all’altro o per uscire da situazioni difficili, solo per portare la palla al gioco (migliorare angoli di passaggio o mantenere un buono spacing) o per attaccare il proprio uomo.

STRUTTURA III PARTE

Nel trattare il fondamentale del passaggio sarà stressato anche il concetto di posizione fondamentale e di equlibrio. Con l’andare dell’anno molti di questi lavori verranno stressati durante i lavori di conversione.

I PARTE DELL’ANNO E PERIODI DI PAUSA
Lavori brevi di FONDAMENTALE A COPPIE: diretto, schiacciato, laterale, sopra la testa e in una II FASE baseball (POSIZIONE DI USCITA DEL PASSAGGIO E RICEZIONE).
Lavori brevi di discese a 2: ENFATIZZARE ANCHE COMUNICAZIONE.

II PARTE DELL’ANNO
Enfatizziamo molto il concetto di passare LONTANO DALLA DIFESA. Utilizziamo per iniziare COPPIE NO PASSI e TERZETTI TENERE LONTANO (DIFFICILMENTE TUTTI E DUE NELO STESSO ALLENAMENTO). Abbiamo poi i 2 esercizi base per servire un dai e vai 2 FILE DAI E VAI (concetto di passare IN DIREZIONE DEL TAGLIO) e servire un back door 2 FILE BACK DOOR, sia da autopassaggio o dal palleggio (SOPRA o SOTTO). Utilizziamo poi un esercizio specifico per l’utilizzo del passaggio baseball: 2 FILE BASEBALL (all’inizio SOLO MANO FORTE). Sempre nella II parte della stagione anche 3C4 A ½ CAMPO. Ci sono poi 2 esercizi che hanno finalità aggregante e comunicativa: QUADRATO e MITRAGLIA. E’ chiaro che nel processo di costruzione verrà insegnato l’utilizzo del palleggio anche durante le fasi di gioco per cercare di enfatizzare ancora una volta il concetto di passare lontano dalla difesa.

4 FILE FRONTEGGIARE

CHIUSURA

E’ importantissimo poi testare i fondamentali a partite dalle collaborazioni per arrivare alle fasi di gioco (non esecuzione sterile, ma in contesto reale).

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