La fortuna delle grandi squadra è data da un presidente con la passione e i soldi, da uno staff tecnico di primo livello, da grandi e intelligenti giocatori e anche da un capace ed esperto general manager. In Italia vince Siena da anni grazie soprattutto al lavoro di Minucci, a Cantù anno dopo anno Bruno Arrigoni fa i miracoli con budget risicati e scegliendo sempre l'allenatore giusto. A Milano lo staff tecnico in 5 anni ha portato due squadre "normali" in finale, l'azionista di maggioranza spende il giusto ma manca una figura che coordini il lavoro di tutti e faccia chiarezza sui programmi e le scelte della società. nel frattempo hanno cambiato Caja, Lardo, Djiordjevic e Bucchi. A Roma idem, ci hanno provato con Bodiroga ma non è andata bene, stesso discorso per Savic a Bologna. Forse in Italia qualcuno è stato accantonato un po' troppo in fretta. E' vero che è più facile scegliere i giocatori al giorno d'oggi, soprattutto gli americani o i comunitari, ma come si suol dire "l'esperienza non si insegna". Neanche tra i dirigenti.
ALEGHER
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